Le attività di ricerca svolte dal progetto

Gli studi descritti sotto forniscono dati aggiornati e precisi sul pesce sostenibile. Sono focalizzati sull’impatto del pesce – sostenibile e non – sui Paesi in via di sviluppo, in particolare sulla riduzione della povertà e sulle interdipendenze globali attraverso l’intera filiera.

Tutti gli studi e le relazioni sono disponibili online e le loro conclusioni più importanti sono al centro di questa campagna di sensibilizzazione e di attività ad essa correlate.

Studio 1: Rassegna generale del lavoro svolto dall’Unione europea, del suo sostegno nel settore ittico e delle politiche relative

Titolo breve: Il lavoro di sviluppo svolto all’Ue e le sue politiche sui prodotti ittici provenienti da Paesi in via di sviluppo

Organizzazioni guida: Wwf Austria, Wwf Spagna

Data di pubblicazione: novembre 2015

L’Ue sostiene i Paesi in via di sviluppo attraverso diversi progetti legati alla pesca e all’acquacoltura. Non solo: i numerosi regolamenti Ue comportano implicazioni cruciali per persone nei Paesi in via di sviluppo la cui sicurezza alimentare ed esistenza dipendono dalla pesca. Wwf offre una rassegna generale sia del sostegno allo sviluppo dato dalla Commissione europea nel settore ittico sia delle relative politiche. Si occupa, tra l’altro, di tematiche quali la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (Inn), la portata esterna della Politica comune della pesca, e la riduzione della povertà.

Studio 2: Rassegna generale degli strumenti di verifica della produzione socialmente, ecologicamente ed economicamente sostenibile nei Paesi in via di sviluppo.

Titolo breve: Strumenti di verifica della produzione socialmente, ecologicamente ed economicamente sostenibile

Organizzazioni guida: Wwf Austria, Wwf Francia

Data di pubblicazione: Novembre 2015

Attualmente, diversi strumenti sono a disposizione dei consumatori e dettaglianti europei per verificare se il pesce proveniente da Paesi in via di sviluppo è stato procurato in modo responsabile e sostenibile. Il numero delle norme di certificazione e degli strumenti è andato crescendo negli ultimi anni. Questo studio offre una rassegna esauriente degli strumenti di verifica ora disponibili in relazione al pesce la cui intera filiera è economicamente, socialmente ed ecologicamente sostenibile. Il confronto comprende:

  • ecoetichette rivolte al consumatore
  • strumenti di certificazione e verifica interaziendale
  • linee guida e criteri a livello produttivo e valutazione delle migliori pratiche di regolamentazione e gestione nei Paesi in via di sviluppo.

Questo confronto include un’analisi degli strumenti in grado di individuare ed eliminare, lungo la filiera, i seguenti rischi:

  • pesce prodotto in modo illegale
  • lavoro forzato e traffico umano
  • metodi di pesca insostenibili sulla base della definizione che il Wwf dà di “sostenibilità”.

Studio 3: casi di studio

Organizzazioni guida: Wwf Austria, Wwf Bulgaria Wwf Francia, Wwf MedPO, Wwf Spagna

Date di pubblicazione: novembre 2015–giugno 2016

Più del 10% della popolazione mondiale dipende, per il proprio reddito e per la propria sicurezza alimentare, dalle attività di pesca e dall’acquacoltura. Almeno cinque casi offrono un’analisi delle interdipendenze globali tra le scelte europee in fatto di pesce e la vita delle persone del mondo in via di sviluppo. Particolare attenzione viene posta sulle implicazioni che esportazioni e gestione sostenibile della pesca hanno circa la sicurezza alimentare e la vita delle persone, nonché su parametri di tipo ecologico ed economico.

Studio 4: Flussi commerciali Nord-Sud in ambito mediterraneo

Titolo breve: “Il flusso commerciale del pesce in ambito mediterraneo”

Organizzazione guida: Wwf MedPO

Data di pubblicazione: dicembre 2015

Si sta preparando uno studio dettagliato del commercio ittico basato su un nuovo database che documenta i volumi e valori dei flussi commerciali dei prodotti ittici tra Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto e Turchia da un parte, e i Paesi europei (Eu28 + Efta) dall’altra. Lo studio aiuterà a valutare gli effetti del consumo del pesce in Paesi europei (Eu28 + Efta) sulle risorse ittiche, sugli ecosistemi marini e sul benessere di comunità costiere ed economie locali del Sud (Nordafrica e Turchia). Questo studio adotta il Mediterraneo come modello regionale di interdipendenze N-S globali per quanto riguarda i flussi commerciali dei prodotti ittici. Lo studio si occupa di tematiche socioeconomiche insieme agli impatti della pesca sugli ecosistemi marini, sulle risorse ittiche e sulle attività di pesca artigianale.

Studio 5: Possibili scenari di tendenze future per quanto riguarda le catture ittiche marine globali e i loro effetti sui livelli di consumo

Titolo breve: Tendenze future delle industrie della pesca

Organizzazione guida: Wwf Germania

Data di pubblicazione: marzo 2015

Il pesce per il consumo e per la produzione alimentare gioca un ruolo cruciale per quanto riguarda la sicurezza alimentare umana globale e la nutrizione, specie nei Paesi a basso reddito e carenti in fatto di cibo. Si prevede che la popolazione globale aumenterà fino a 9 miliardi di persone entro il 2050 ma, nel frattempo, la domanda di pesce è in aumento. Questo studio indaga in modo scientifico il volume potenziale della cattura complessiva globale nel 2025 e nel 2050, se gli stock ittici fossero gestiti in modo responsabile. Aiuta a capire in quale misura i modelli di consumo in Europa impattano sulla vita delle persone e sulla sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo.

Studio 6: Interazioni tra prodotti ittici nazionali e importati sui mercati degli Stati membri dell’Ue in ambito mediterraneo (Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Croazia, Slovenia e Grecia)

Titolo breve: Interazioni tra prodotti ittici nazionali e importati

Organizzazione guida: Wwf MedPO

Data di pubblicazione: novembre 2015

Le società dei Paesi dell’Europa meridionale che si affacciano sul Mediterraneo hanno un rapporto particolare col pesce. Il consumo, tradizionalmente alto, di pesce catturato in ambito locale richiede un’attenzione particolare per quanto riguarda la valutazione complessiva del consumo di pesce sostenibile nella regione. Le locali zone di pesca costiere sono spesso sovrasfruttate, ma la loro produzione è cruciale per il sostegno del tessuto socioeconomico di comunità fragili in Paesi colpiti dalla crisi economica. Questa produzione si trova sempre più in concorrenza con le importazioni, provenienti spesso da Paesi in via di sviluppo. Sette Paesi mediterranei (Croazia, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Portogallo) incidono per un terzo sulle importazioni Ue di prodotti ittici da Paesi terzi. Le realtà dei prodotti ittici locali e importati (nonché delle rispettive comunità di pesca) sono legate inestricabilmente ai mercati. È inevitabile pertanto che ogni forma di comunicazione e di consulenza sul consumo sostenibile debba occuparsi di entrambe le fonti di approvvigionamento in maniera olistica. Si sta conducendo ora uno studio sul consumo di pesce negli Stati membri dell’Ue selezionati con un’analisi comparata del ruolo dei prodotti ittici locali e di quelli importati. Le conclusioni potrebbero servire come indicazioni per il reperimento di pesce sostenibile nei Paesi presi in considerazione.

show references for this article

[1] HLPE, 2014. Sustainable fisheries and aquaculture for food security and nutrition. A report by the High Level Panel of Experts on Food Security and Nutrition of the Committee on World Food Security, Rome 2014. Page 34. http://www.fao.org/3/a-i3844e.pdf

Share This