Il ruolo delle donne nell’industria della pesca

Metà della popolazione coinvolta al mondo nella pesca e nella acquacoltura è femminile. Ma il divario tra uomini e donne nelle posizioni di comando è ancora forte. Le donne soffrono più degli uomini gli effetti di una pesca non sostenibile.

Le donne costituiscono una percentuale elevata dei lavoratori nei settori della acquacoltura di sussistenza, nella lavorazione artigianale e industriale, nella manutenzione delle attrezzature e di commercio e vendita al dettaglio di pesce fresco [1].

Il 47% dei 120 milioni di persone che guadagnano soldi direttamente dalla pesca e dalla lavorazione del pesce sono donne. Nel settore dell’acquacoltura si arriva al 70% [2] . D’altra parte ci sono pochissime donne in posizioni di leadership [3] mentre le donne rappresentano l’85% della forza lavoro in settori quali il confezionamento del pescato ma è raro per le donne essere in posizioni di top management. Questo non è il risultato di una mancanza di qualifiche, ma piuttosto di barriere invisibili e discriminazioni [4]. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo spesso tradizioni culturali, convenzioni sociali o persino leggi come il diritto di proprietà sono responsabili di questa situazione.

Migliori condizioni per le donne sono possibili con una gestione sostenibile della pesca.

Una produzione ridotta al lumicino come conseguenza di decenni di pesca eccessiva obbligano spesso le comunità di pescatori indipendenti a investire in nuovi metodi di pesca o a cercare nuovi terreni, solitamente più lontano sulla costa. Da un lato le donne spesso non hanno soldi per investire in barche e attrezzature migliori, né il tempo per raggiungere zone di pesca più lontane dovendo badare alla famiglia. D’altra parte spesso ancora non sono le benvenute a bordo dei grandi pescherecci che sono più adatti al mare aperto. Così le donne sono doppiamente colpite dalla pesca insostenibile loro malgrado dovendo spesso fornire il cibo per tutta la famiglia.

Una pesca sostenibile può portare a migliori condizioni per le donne nel sostenere la stabilizzazione o addirittura la crescita degli stock ittici nei pressi della costa, aree che sono più facilmente accessibili da parte delle donne.

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[1] Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO). Globefish Research Programme: The role of women in the seafood industry. Rome, 2015. Page 2; http://www.globefish.org/upl/Publications/Final%20EXECUTIVE_SUMMARY_GL.pdf

[2] Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO). Globefish Research Programme: The role of women in the seafood industry. Rome, 2015. Page 3; http://www.globefish.org/upl/Publications/Final%20EXECUTIVE_SUMMARY_GL.pdf

[3] WWF UK Briefings. Social Development. Fisheries Management & Gender. http://d2ouvy59p0dg6k.cloudfront.net/downloads/women_conservation_fisheries_2012.pdf

[4] Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO). Globefish Research Programme: The role of women in the seafood industry. Rome, 2015. Page 3; http://www.globefish.org/upl/Publications/Final%20EXECUTIVE_SUMMARY_GL.pdf

  • 40% of people who earn money directly from fishing and processing are women
  • 70% of people who earn money directly from aquaculture are women
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