Perché la pesca sostenibile fa bene all’ambiente?

Tutti noi dipendiamo, in un modo o in un altro, dal benessere e dalle risorse degli oceani. Una gestione efficace della pesca, la presenza di aree marine protette e l’uso di attrezzi di pesca selettivi producono un enorme impatto positivo sugli oceani e anche su di noi.

Habitat e specie in pericolo

Per secoli gli oceani sono stati considerati una fonte inesauribile di pesce e altre risorse. Oggi però sappiamo che nel mondo oltre il 58% degli stock ittici monitorati è sfruttato al massimo delle loro capacità, mentre il 31% circa è sfruttato in eccesso [1].

Intere specie, come il tonno rosso del Pacifico, sono quasi completamente scomparse o ridotte ai minimi storici [2]. Le pratiche di pesca distruttive danneggiano gravemente gli habitat e mettono in pericolo gli ecosistemi marini, le comunità, la produttività e la biodiversità [3]. Per colpa della sovrapesca e della distruzione degli habitat, gli stock ittici non hanno né il tempo né lo spazio per riprodursi e ricostituire le proprie popolazioni.

Pesca accidentale e… mortale

Quella che in termini tecnici chiamiamo “bycatch” non è altro che la cattura accidentale di animali marini, che spesso vengono scartati e gettati via [4]. Balene, delfini e tartarughe solitamente non sono oggetto di pesca, ma restano comunque troppo spesso vittime o vengono ferite nelle attività di pesca. Queste morti insensate sono un enorme problema che può essere ridotto solo con metodi di pesca più attenti.

Acquacoltura irresponsabile

Anche l’acquacoltura se condotta in maniera irresponsabile, genera impatti fortemente negativi. In alcuni paesi costieri, ad esempio, le foreste di mangrovie – aree di riproduzione fondamentali per molte specie – vengono distrutte per la costruzione di impianti di acquacoltura. Inoltre, le pratiche di acquacoltura irresponsabili possono contribuire ad accrescere il problema della sovrapesca, dal momento che una grossa percentuale del pescato viene utilizzata come cibo per i pesci di allevamento. Una tipologia di allevamento responsabile aiuta invece a ridurre la pressione sugli stock ittici e salvaguardare gli habitat naturali.

Oceani in salute per il benessere delle popolazioni

L’ambiente marino e tutti coloro che  dipendono da esso sono minacciati da una serie di fattori: la costante crescita della popolazione, il rapido sviluppo delle aree costiere, la gestione inefficace della pesca, il rapido aumento dell’acquacoltura, la scarsa comprensione del valore economico delle risorse costiere per la società [5].

Avere habitat marini vitali e stock ittici in salute è elemento cruciale per il sostentamento delle comunità costiere e delle attività della piccola pesca. Milioni di persone nel mondo dipendono dalla pesca come fonte di cibo e reddito. Oceani vuoti significano pance vuote e anche portafogli.

3 dati su pesca e ambiente

dato #1

  • 50%

Circa la metà del pesce attualmente consumato proviene dall’acquacoltura [6]. E’ quindi urgentissima la transizione di questo settore verso la sostenibilità.

dato #2

Ogni anno circa 300.000 balene e delfini muoiono intrappolati nelle attrezzature da pesca [7].

L’adozione di soluzioni sostenibili nell’ambito della pesca è quantomai necessaria per prevenire le minacce alla fauna marina. Oceani in salute ed ecosistemi costieri intatti possono costituire il presupposto per un turismo di successo e per la tutela delle preziose risorse marine.

dato #3

  • 90%

Il progetto pilota del WWF che ha testato gli ami a “C” (al posto dei classici a forma di “J”) nella pesca del tonno e che ha visto la partecipazione di 1.300 pescatori per più di 4 anni, ha fornito ottimi risultati. Il bycatch delle tartarughe è diminuito del 90%! [8]

Cosa puoi fare tu?

Più persone acquisteranno prodotti ittici sostenibili, più oceani, laghi e fiumi saranno in salute. Ripristinare e mantenere in salute l’ambiente giova tanto alle persone quanto al pianeta.

[1] FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations). The State of World Fisheries and Aquaculture 2016. Rome. Page 5. http://www.fao.org/fishery/sofia/en
[2] International Committee for Tuna and Tuna-like Species in the Northern Pacific. Stock Assessment of Bluefin Tuna in the Pacific Ocean. http://isc.fra.go.jp/pdf/2014_Intercessional/Annex4_Pacific_Bluefin_Assmt_Report_2014-June1-Final-Posting.pdf
[3] Jennings, S. & Kaiser, M.J. (1998) The effects of fishing on marine ecosystems. Advances in Marine Biology, 34, 201–352.
[4] DAVIES RWD, et al. Defining and estimating global marine fisheries bycatch. Marine Policy (2009). http://wwf.panda.org/about_our_earth/blue_planet/publications/?160861/Defining-and-estimating-global-marine-fisheries-bycatch
[5] FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations). The State of World Fisheries and Aquaculture 2016. Rome. Page 91. http://www.fao.org/fishery/sofia/en
[6] Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO). The State of World Fisheries and Aquaculture 2014. Rome. Page III. http://www.fao.org/3/a-i3720e.pdf
[7] Russell Leaper and Susannah Calderan (2018) Review of methods used to reduce risks of cetaceans bycatch and entanglement CMS technical series pub N°38 http://d2ouvy59p0dg6k.cloudfront.net/downloads/cms_report_042918_web_pages.pdf
[8] WWF Article. Fishing Technology That’s Letting Turtles Off the Hook. Bycatch Initiative: Eastern Pacific Programme.
http://wwf.panda.org/who_we_are/wwf_offices/peru/?143981/Fishing-Technology-Thats-Letting-Turtles-Off-the-Hook

Share This